Lettera di ringraziamenti del presidente di commissione dell'esame di stato a.a. 2009/2010
Al Dirigente Scolastico
dell'ITI "Artigianelli"
BRESCIA
Con la presente vorrei esprimere il mio ringraziamento per aver messo la commissione, da me presieduta,
nelle condizioni di operare in modo efficiente ed efficace, fornendo gli strumenti necessari per lo svolgimento corretto
del compito istituzionale.
Nel corso dei lavori e' emersa la professionalita' dei docenti interni che hanno operato con obiettivita' e coerenza,
a cui va aggiunta l'opera del consiglio di classe cha ha valutato correttamente gli allievi, senza
lasciarsi andare a valutazioni "emotive" che spesso creano false aspettative.
Vorrei inoltre rivolgere un plauso per l'azione educativa da voi svolta, che e' emersa dal comportamento assunto dagli allievi,
i quali al di la' del livello di apprendimento di conoscenze, capacita' e competenze dimostrato, hanno evidenziato, in modo chiaro
ed inequivocabile, l'acquisizione di un metodo di lavoro che e' fondamentale per la formazione dell'uomo e del cittadino.
Anche la segreteria ha dimostrato un'elevata professionalita' fornendo un valido supporto all'operato della commissione.
Distinti Saluti

Brescia 3 Luglio 2010
Lettera dei genitori
Eg.sig.ri
Direttore prof. Ferrari.Francesco
Preside prof. Bagossi.Angelo
Egregi Professori,
con la presente siamo a scusarci per la nostra mancata partecipazione,
dovuta a motivi di lavoro, alla cerimonia di consegna delle borse di studio.
Come genitori siamo ovviamente felici del riconoscimento conferito a nostro
figlio e ci auguriamo che davvero segua l’incoraggiamento degli Ex-alunni,
a dare in ogni occasione il meglio come studente e come persona.
Ma vogliamo cogliere l’occasione soprattutto per dire un GRANDE grazie
a voi tutti della scuola e a voi tutti del convitto, perché è
con il vostro aiuto, giorno dopo giorno, che nostro figlio sta crescendo in
“età e saggezza”.
Nella speranza e nella fiducia che così possa essere sempre, grazie di
cuore.
I genitori di un alunno
Riflessi dell'anima
Brescia, 4 Marzo 2005
Caro Claude,
finalmente sono riuscito ad andare a visitare la mostra dei tuoi quadri, non vedevo l'ora… Mentre li osservavo e la guida come un registratore riproduceva la loro storia, pensavo alla tua vita e al coraggio che hai avuto nel compiere una scelta come quella di portare avanti una passione, la pittura, senza pensare al futuro e alle conseguenza a cui ti avrebbe portato.
Il mio problema è proprio questo, trovare il coraggio di fare una scelta.
Da qualche mese a questa parte, il pensiero che mi martella nella testa nella maggior parte della giornata è che, in pochi mesi, dovrò compiere una scelta che condizionerà quasi sicuramente la mia vita.
Una parte di me (quella sognatrice) spinta dalla voglia irrefrenabile di conoscenza, pensa di scegliere un'università di tipo umanista come storia o meglio archeologia che magari mi permetta di girare un po' il mondo; una scelta un po' azzardata? Forse sì, ma dopo cinque anni di I.T.I. sento di non conoscere abbastanza del mondo e non per colpa della scuola ma per colpa mia; ho sottovalutato tutto rendendomene conto solo all'ultimo di quanto potrei conoscere, se mi fossi comportato in modo diverso.
Me lo rinfaccio in continuazione nel rapportarmi con gli altri o quando, per esempio, il professore chiede chi è stato il successore di Giustiniano e non sai rispondere, mentre il tuo compagno di classe non ha esitazioni. Poi, in certi momenti, si fa viva la mia parte razionale, quella che pensa al futuro, a come va il mondo oggi, a come è difficile trovare un lavoro e che una laurea scientifica a differenza di una umanistica offre più possibilità in campo lavorativo.
Non ho parlato chiaramente a nessuno di questa mia esitazione: gli amici mi consigliano di fare ciò che mi piace; a volte però si ha bisogno di qualcuno estraneo che possa dare una risposta forse più oggettiva. Non so proprio dove sbattere la testa, non voglio arrivare a quarant'anni e chiedermi cosa sarei diventato se…
Un ammiratore della classe 5 I.T.I. Artigianelli
Brescia, 26 Aprile 2005
Caro amico,
da troppo tempo vedo occhi sorpresi, attoniti, estatici guardarmi, fissarmi, scrutarmi nell'intreccio di colori che il mio talento ha creato: ma, grazie per non esserti fermato a guardare ed aver trovato quel quarto d'ora che mi rende ancor più vivo e non solo un ricordo.
E' una grande conquista quella di accettare con umiltà la sfida della vita che in ogni istante si svolge davanti ai nostri occhi, alla nostra mente, alla nostra anima riflettendo lo squarcio di una bellezza, di un desiderio, di una felicità similemente divina.
Se ogni mattino avessi saputo quale cielo, prato, luce, acqua, quale “riflesso” illuminasse la Senna non avrei sentito in me la forza di ritrarre l'unicità di quell'attimo della natura. La vita è così: ha in sé un fascino che spesso passa attraverso scelte difficili ma necessarie, per lasciare qualcosa di troppo e prendere qualcosa di meglio; è normale che la tentazione di voler avere già il risultato senza vivere il passo della scelta assalga la mente, ci inquieti e ci scoraggi con i pensieri “se solo sapessi, … se solo mi fossi comportato diversamente…”
Guarda il tuo quadro! Ha già molti più colori di quelli che riesci a vedere; pensa a quanti ancora ne potrai aggiungere. Caldi e freddi, chiari e scuri, forti e tenui, nitidi e sfumati, e non perdere la convinzione che ciò che conta è mettere in gioco i propri talenti. Si tratta di un disegno, di una trama che si compie nell'ineffabile “Presenza divina” di cui anche tu, come me, sei “riflesso”; una presenza che sa scrivere diritto sulle nostre righe storte, che “nell'intimo insegna la sapienza”.
Il frangente: l'ascolto, il gesto, la parola, l'insegnamento, un consiglio, il richiamo, l'incoraggiamento, la spiegazione, quel metodo, il confronto, la collaborazione sono tutti riflessi dell'unicità della vita, che con il pennello della sapienza possiamo immortalare nella tela della nostra anima, farli nostri e trasmetterli nell'eternità.
Grazie ancora per il tuo coraggio.
alias C. Monet
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